Tra Ricordi e Impegno: La Mia Storia alla Fèesta dè J Òof Còt

Il mio Capolavoro penso possa essere senza dubbio un’attività di volontariato che ho svolto tra l’aprile e il maggio 2024 alla “Fèesta dè J Òof Còt“, dal dialetto cremonese, “festa delle uova cotte” che si tiene in provincia di Cremona, a Bosco Ex Parmigiano da oltre 40 anni. Un evento speciale che dona tutto il suo utile alla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Ma per me, questa festa va ben oltre la solidarietà. È un tributo ai miei nonni, i miei eroi: coloro che fin da piccolo mi hanno accudito e portato gioia anche nei momenti più bui. Dopo la loro mancanza e un lungo periodo di pausa dovuto al COVID, la festa ha ripreso e ho deciso di sentirmi pronto per portare avanti la tradizione familiare. Era un’imperdibile opportunità per onorare la loro memoria e per dare il mio contributo a una causa così importante.
Mi recavo al Bosco verso le quattro del pomeriggio per preparare i tavoli e le pietanze per i clienti. Dopo la serata passata a servire i clienti la giornata per noi dello “Stöf” (Staff + Òof) si concludeva verso le tre della mattina, prima con un buon piatto di pasta e poi con la pulizia dei tavoli e della piazza; poi, per me, la sveglia alle sei per andare a scuola. Per questo le giornate alla festa sono state tanto intense quanto piene di emozioni e rivedere vecchi amici d’infanzia dopo anni è stato incredibile. In mezzo alla fatica e al lavoro duro, c’era spazio anche per la gioia e la condivisione. Ogni gesto di solidarietà mi ha fatto sentire più vicino ai miei nonni e mi ha dato un senso di scopo e gratitudine. Nonostante la stanchezza, non avrei voluto essere da nessun’altra parte. La festa mi ha dato la possibilità di lasciare andare i miei pensieri e le mie ansie, di concentrarmi su qualcosa di più grande di me stesso lontano dalla tecnologia e dai social media. È stato un periodo di rinnovamento e di crescita personale sia sul lato sociale sia sul lato empatico e interpersonale. Il passaggio del testimone dai miei nonni a me è stato un momento toccante. Il modo in cui sono stato accolto mi ha fatto sentire come a casa e mi ha fatto capire l’importanza di custodire le tradizioni di famiglia e di continuare il lavoro dei miei nonni con impegno e dedizione.
Ora che la festa è finita, ho un piccolo senso di vuoto che mi fa pensare che dovrò aspettare un anno intero per proseguire questo percorso. So di aver fatto la differenza, anche se solo in piccola parte. I ricordi rimangono e la speranza pure. Non vedo l’ora che venga il nuovo anno. Ciao Nonni.
