Oratorio e Giovani:
Il mio Impegno nella FOCr

L’ultimo anno ha rappresentato per me un periodo di grande crescita personale e comunitaria, grazie al mio esordio come volontario nella Federazione degli Oratori Cremonesi (FOCr). Attraverso questa esperienza, ho avuto l’opportunità di contribuire attivamente al coinvolgimento della comunità della Diocesi di Cremona, partecipando a progetti volti a creare un ambiente pastorale accogliente e unito. La FOCr si distingue per il suo approccio dinamico e collaborativo. Le riunioni si svolgono in stile brainstorming, in cui ogni partecipante può condividere idee per l’idealizzazione e la pianificazione di eventi che si susseguono durante l’anno. Questi eventi mirano a coinvolgere giovani e adulti, promuovendo non solo la coesione sociale, ma anche la trasmissione dei valori cristiani cercando di “modernizzare” la Chiesa Cattolica. In questo contesto, la Federazione assume un ruolo fondamentale sia nella gestione organizzativa che nella comunicazione del messaggio pastorale. Come membri della FOCr, ci sentiamo chiamati a trasmettere la Parola del Signore e a promuovere le iniziative che organizziamo con passione e dedizione.
Tra i progetti più significativi dell’anno spicca sicuramente l’organizzazione del “Giubileo degli Adolescenti” ad aprile. Dopo aver noleggiato due treni Frecciarossa interamente per noi, durante le nostre riunioni, abbiamo dedicato particolare attenzione alla pianificazione di attività che potessero rendere questa esperienza unica e significativa per i giovani cremonesi. Abbiamo ideato giochi, momenti di condivisione e riflessione sia per il viaggio in entrambi i treni che per le giornate trascorse insieme. L’obiettivo era creare un ambiente che favorisse non solo il divertimento, ma anche la crescita spirituale e la creazione di legami duraturi tra i partecipanti.
Il Giubileo degli Adolescenti è stato un’esperienza indimenticabile. Vedere poco meno di mille giovani cremonesi riuniti con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di condividere è stato davvero emozionante. Ogni attività, ogni risata e ogni momento di riflessione ci ha ricordato l’importanza di fare parte di una comunità viva e unita.
Tra tutte le esperienze vissute durante il Giubileo, ce n’è stata una che ha segnato profondamente il nostro viaggio: la morte di Papa Francesco, avvenuta pochi giorni prima della nostra partenza. Questo evento ha stravolto parte della nostra programmazione e ci ha richiesto un intenso lavoro di riorganizzazione. Come FOCr, ci siamo dovuti attivare rapidamente per ridefinire le tempistiche e gli spazi delle nostre attività, adattandole a un contesto totalmente inaspettato e carico di emozione.
Essere presenti a Roma nei giorni del funerale di Papa Francesco ha trasformato il nostro pellegrinaggio in qualcosa di ancora più profondo. Trovarci in Piazza San Pietro durante le esequie, circondati da pellegrini di tutto il mondo, è stato un momento toccante e spiritualmente potente. Il silenzio della piazza, le preghiere condivise, i volti commossi: tutto ci ha fatto percepire la grandezza e la semplicità di un uomo che ha saputo parlare al cuore di tutti.
In quel momento abbiamo capito che stavamo vivendo un pezzo di storia. Un evento che nessuno di noi dimenticherà mai, e che ha reso ancora più forte il senso di appartenenza alla comunità cristiana.
Abbiamo riso, pregato e vissuto insieme, creando ricordi che porteremo per sempre nel cuore. Guardando indietro, posso dire con certezza che questa esperienza mi ha insegnato il valore della collaborazione, della creatività e dell’importanza di costruire una comunità coesa e accogliente. Il lavoro svolto e che continuerò a svolgere con la FOCr non è solo un impegno organizzativo, ma un vero e proprio percorso di crescita personale e spirituale davvero importante per me.


