Fotografo diocesano
La passione per la fotografia mi accompagna fin da quando ero piccolo: giravo con quelle macchinette "point and shoot" cercando di scovare qualcosa di interessante in ogni singola cosa che mi circondava. Il mio vero percorso da fotografo autodidatta, però, è iniziato ufficialmente nel 2024 con l'acquisto della mia prima Nikon. L'anno successivo, nel 2025, ho fatto il salto di qualità passando a una seconda macchina, sempre Nikon ma full frame. Man mano ho iniziato a costruire e arricchire il mio portfolio collaborando con alcune modelle della zona di Cremona e lavorando, anche se in modo sporadico, come spalla per qualche fotografo locale. È stata la gavetta necessaria per prendere confidenza con il mezzo e affinare il mio occhio.
Se devo scegliere cosa fotografare, punto dritto alle feste e agli eventi. Il motivo è semplice: sono i contesti in cui le persone sono più felici, spontanee e si lasciano andare. Catturo una gioia naturale, slegata da quella finta perfezione che si cerca di mostrare sui social solo per dimostrare di essere integrati nella società: attraverso l'obiettivo osservo e immortalo esattamente quelle dinamiche e quei comportamenti umani che studio sui libri di università.
La collaborazione come fotografo per la Diocesi di Cremona è arrivata un po' più tardi, verso la fine del 2025. In questi contesti religiosi il mio stile si concentra sui contrasti e sui dettagli: mi affascina far risaltare l'immensa grandezza dell'architettura rispetto alle figure umane. Ovviamente dedico molta attenzione alla fotografia sacra, catturando i dettagli della particola, del calice, delle croci e i volti di sacerdoti e vescovi (fino ad arrivare a fotografare il Papa durante il mio viaggio a Roma). Amo dare un taglio artistico ai miei scatti e sono convinto che le chiese siano in assoluto i posti migliori per farlo: lì vai sul sicuro perché la luce non sbaglia mai. E dove la luce è giusta, la foto nasce già bellissima.